Manuale operativo di Pro Tools 12 in Italiano

Ormai l'abbiamo capito, se vogliamo lavorare in uno studio di registrazione professionale o desideriamo avviare il nostro home studio aperto alla "clientela vera" che ci piaccia o meno, avremo a che fare con Pro Tools. Non perchè sia il più pratico da utilizzare, ma perchè gli standard qualitativi offerti da questo sistema, sono oggettivamente il top. Non a caso la clientela professionale, in studio pretende di lavorare proprio su questo sistema. Ma questo già l'abbiamo ampiamente affrontato in un altro articolo di questo blog.
Nel caso in cui desideriate avere sempre a portata di mano una guida pratica su questa daw, ho scritto un manuale in lingua italiana.

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ROMA SOUND DESIGN ha sviluppato un corso di formazione on-line per tecnico del suono e Pro Tools 12 con rilascio di 3 attestati finali nominativi. Clicca sul link per leggere il programma completo!
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Il manuale è parte integrante del programma di studio del Master universitario in Ingegneria del suono dove insegno 2 materie, attivo presso l'università degli studi di Roma Tor Vergata. Il manuale si chiama "Manuale operativo per Pro Tools 10-11 e 12" ed è di fatto una vera e propria bibbia digitale, sempre a portata di mano in caso di dubbi, perplessità ed incertezze che potreste avere nell'uso più intensivo del software.
Il manuale è adatto a tutti, inizia da zero per poi andare nei capitoli successivi a funzionalità più avanzate. Tutte le spiegazioni sono corredate da tante immagini, che guidano step by step all'utilizzo della daw.
Il manuale è scritto volutamente in maniera discorsiva per permettere a chiunque di comprendere nel migliore dei modi tutti gli argomenti affrontati nel testo.
E' un prodotto di formazione adatto a chiunque, anche a chi si avvicina per la prima volta a questo settore.

Il manuale è disponibile in modalità digitale in modo da essere sempre a portata di mano, sul proprio smartphone, tablet o computer.
Disponibile su Book Store di Apple e sul sito di ROMA SOUND DESIGN dal link che segue.

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Clicca sul link per accedere alla web-page del manuale operativo di Pro Tools 12 e procedere all'acquisto!
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Come scegliamo la scheda audio?



Occupandoci di produzioni musicali, tutti noi abbiamo bisogno di dotare il nostro studio, home, professionale, piccolo o grande che sia, di una scheda audio. Ormai lo sapete, ho creato questo blog per aiutare ad orientarsi e chiarire al contempo le idee, a tutti, in special modo a chi si è avvicinato da poco al mondo della produzione musicale.
La scheda audio, è l'hardware che, connesso al computer, ci permette di avere un ascolto ottimale del nostro lavoro e di registrare segnali audio. Il collegamento al computer più diffuso è quello di tipo USB, ma ci sono altre modalità di connessione che, in funzione del numero di tracce che desideriamo registrare contemporaneamente (e soprattutto della frequenza di campionamento di cui necessitiamo), utilizzano.

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La connessione Thunderbolt 3 ad esempio, creata da Apple e disponibile di default su tutti i loro computer, avendo una larghezza di banda pari a 40 Ghz al secondo, permette di registrare parecchie tracce contemporaneamente con frequenza di campionamento pari a 192 Khz e 32 bit in virgola mobile (che tradotto in linguaggio comune, significa una qualità impressionante!).

Quali sono gli elementi che compongono una scheda audio?
Ingressi e uscite audio (in & out)
Connessioni che possono essere presenti sul pannello frontale e/o posteriore della scheda e ci permettono di collegare direttamente, microfoni e strumenti musicali come chitarre e sintetizzatori.

Pre-amplificatori microfonici
Di fondamentale importanza per una buona registrazione di segnali microfonici, questi devono necessariamente essere di ottima qualità poichè in caso contrario, introdurrebbero nelle registrazioni distorsioni armoniche e fruscìi indesiderati.

Convertitori AD/DA
Fanno parte dell'elettronica della scheda e si trovano quindi internamente allo strumento. Anche se non li vediamo nè possiamo interagire "direttamente" con loro, la loro qualità e velocità, pregiudica la qualità di registrazione e l'esperienza stessa del registrare. La loro funzione è quella di trasformare il segnale audio analogico in ingresso alla scheda (microfono o strumento musicale) in linguaggio digitale. Senza annoiarvi troppo, il formato digitale è composto da una serie di 1 e 0 che per l'essere umano ha poco senso, ma che per la nostra daw rappresenta il proprio linguaggio. Al di là della qualità di registrazione, disporre di convertitori analogico/digitale e digitale/analogico veloci, è importante per ridurre lo sgradito effetto latenza  a cui inevitabilmente il producer 2.0 va incontro con l'utilizzo dei sistemi digitali.

Quindi in pratica cosa sarebbe la latenza..?!!?!??
Sintetizzando estremamente il concetto per cercare di essere il più chiaro possibile per tutti, possiamo dire che la latenza è il tempo che impiega un segnale audio analogico in ingresso nel nostro sistema digitale per essere acquisito, elaborato e ritrasformato in analogico in modo da poterlo ascoltare dalle casse o dalla cuffia. La buona notizia è che questo periodo temporale in cui il nostro sistema "digerisce e smaltisce" i dati, può essere aumentato o diminuito dal parametro latency o buffer size che tutte le daw permettono di gestire.
La latenza si manifesta come un ritardo d'ascolto nel segnale audio che sta entrando nella scheda; per esempio può capitare che parlando al microfono, il cantante senta la propria voce anche mezzo secondo dopo.. cantare diventa praticamente impossibile!
Intervenendo sul parametro latency o buffer-size della nostra daw e diminuendo questo valore, il tempo di latenza diminuirà. Il rovescio della medaglia è che il processore del nostro computer sarà impegnato moto di più e ciò potrebbe portare qualche problemino in merito alla fluidità di lavoro con la nostra daw. Sarà successo a tutti di notare che, nel bel mezzo della produzione musicale, la riproduzione dell'audio cominci ad andare a singhiozzo; il computer inizia ad inciampare bloccandosi di tanto in tanto. Ciò accade quando il valore di latenza è troppo basso ed il nostro computer non riesce ad elaborare rapidamente tutti i segnali audio in transito. Per risolvere il problema basterà aumentare il valore del buffer.
Avrete quindi capito che questo valore non  deve necessariamente essere tenuto sempre fisso ma, in funzione del momento di produzione in cui mi trovo, potrò variarlo per lavorare in maniera più fluida. Solitamente durante le registrazioni il valore di latenza viene tenuto il più basso possibile (questp varierà in base alle caratteristiche tecniche del computer); nelle successive fasi di post-produzione invece, quando la reattività del sistema non è più un elemento centrale, posso tranquillamente aumentare la latenza per far lavorare più tranquillamente il computer ed evitare fastidiosi rallentamenti del computer.

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Sei un music producer?

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Phantom
Questo tasto serve a mandare ai microfoni a condensatore collegati alla nostra scheda audio, la necessaria corrente elettrica a +48V. senza della quale questo tipo di microfoni non darebbe segni di vita.

Uscita cuffie
Solitamente dispone di un controllo dedicato per la regolazione dell'ascolto in cuffia. Ovviamente ci collegheremo le cuffie.

Se siete intenzionati all'acquisto di alcune ottime schede audio, a seguire vi ho inserito il link Amazon diretto ad alcuni ottimi prodotti che vi consiglio sicuramente!


      

Vuoi diventare un producer professionista? Devi studiare!

Se state leggendo questo post è perchè certamente avete, come me, una passione smodata per la produzione musicale e l'audio in generale.
Siamo tutti qui per lo stesso motivo; la passione per la musica! Ma come dico spesso nelle dirette live che faccio sulla Pagina Facebook e sul canale Youtube di ROMA SOUND DESIGN, la passione da sola non basta a fare di noi dei professionisti! La passione è un motore potentissimo che è in grado di portarci avanti fino ad un certo punto, dopo di che, per trasformare la nostra passione in un lavoro reale, concreto e soprattutto remunerativo, abbiamo la necessità di studiare. Dobbiamo investire per forza di cose nella migliore formazione possibile! Nel mio caso ad esempio verso i 19 anni circa, finita la scuola scelsi il corso migliore con il docente con più credibilità e sapere tecnico, che potessi trovare nei dintorni della mia bella Sicilia. Scelsi il corso più impegnativo (e costoso ;p ) che potesse garantirmi l'acquisizione delle giuste competenze tecniche e quindi  che potesse assicurarmi di conseguenza di lavorare nel settore della produzione musicale professionale.
Sull'argomento affrontato, ho inserito un breve video alla fine dell'articolo.

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Si lo ammetto.. sono stato per lungo tempo il tipo "strano" della famiglia!  Ma adesso ringrazio il cielo di aver seguito ciò che sentivo dentro!
All'inizio non vi nego che non fu per niente facile; mio padre era un importante pubblicitario e per la mia famiglia, il mio bene sarebbe stato quello di lavorare nel settore per guadagnare bene! Così feci per un anno dopo essermi diplomato. Ma l'idea di svegliarmi la mattina per cercare di vendere spazi pubblicitari a gente a cui non gliene importava nulla, mi faceva stare male. Davvero male. Così, feci appunto la mia scelta! E meno male! L'azienda pubblicitaria per la quale lavoravo chiuse i battenti solo 6 anni dopo..

Oggi ringrazio il cielo di aver fatto la scelta di seguire la mia forte passione per la produzione musicale; ho investito parecchie risorse economiche ed energetiche nella mia formazione, ma i risultati ottenuti ed il tenore di vita per me e la mia famiglia mi ripaga di tutti i sacrifici fatti!
Certo, all'epoca potevo scegliere di fare un corsetto molto più economico e veloce, con "un docente qualunque" e non con "il docente!". Avrei senz'altro risparmiato parecchio, ma sicuramente non sarei arrivato dove sono oggi, con uno studio mio, con alle spalle collaborazioni con producers italiani e stranieri, collaborazioni e co-produzioni con realtà aziendali private e statali come la Seven Stars Pictures, Domino Film, Rai, Comunità Europea, Ass. Molise Cinema, Multi Media Italia, SKY, diversi anni di docenze universitarie nel Master d'Ingegneria del suono presso l'Università degli studi di Roma Tor Vergata, ecc...
Anche adesso, dopo aver raggiunto comunque traguardi professionali di tutto rispetto, la mia formazione continua. Pensare di "essere arrivati" è il peggior errore che voi possiate fare alla vostra carriera lavorativa.

La differenza tra chi fa musica per hobby e chi produce musica per professione
Ragazzi è molto semplice, una persona che si è formata grazie all'esperienza sul campo con i clienti da 30 o 50 euro, piccole produzioncine o cazzabbubole varie, di certo non può maturare le abilità tecniche su tutte le operatività di studio,  che potranno fare di lui un professionista. Quando si sguazza sempre nel proprio stagno, non si ha la possibilità di maturare professionalmente che si avrebbe, se si nuotasse nel mare aperto, a contatto con i pesci più grossi!
Il punto è tutto quà ragazzi!
L'impegno per lo studio, l'investimento economico sulla nostra formazione professionale, sono sacrifici che inevitabilmente portano traguardi professionali e benessere economico! Su questo punto non transiggo perch'è ho provato sulla mia pelle quanto dico!

Tu quanto vali? La tua formazione quanto vale?
Quando sento che molti studi aprono e chiudono dopo solo 6 mesi, 1 anno, 2 anni e m'informo del motivo, alla fine le notizie che mi arrivano, sono sempre le stesse: lo studio di registrazione era interessante e dotato di attrezzature di tutto rispetto, ma il personale tecnico residente era poco preparato e professionale per affrontare nel migliore dei modi le fasi di una produzione musicale professionale.
Ragazzi, dopo ben oltre 20 anni di proficua carriera professionale posso assicurarvi che seguire un corso tenuto da professionisti, che sia interamente on-line o in studio di registrazione, è un processo formativo che vi cambia letteralmente la carriera (ed i guadagni che arriveranno).
I corsi di ROMA SOUND DESIGN non sono per tutti ad esempio, lo so bene ma così dev'essere! Le persone che s'iscrivono e seguono in studio o chi acquista il nostro corso on-line, dev'essere più che motivato! Al termine del percorso di formazione per Tecnico del suono e Pro Tools 12 infatti, è previsto il rilascio di 3 attestati finali nominativi (al superamento dell'esame finale) e sinceramente non desidero che questi attestati vengano concessi a tutti! Bisogna studiare sodo!


Si! Ma io voglio un corso veloce ed economico!
Se non avete troppa voglia d'impegnarvi in un percorso di studio approfondito ed avanzato (per quanto tutti i nostri corsi partono sempre dalle nozioni basilari), sono sicuro che in giro per il web troverete facilmente questo o quell'altro improvvisato professionista o pseudo-tale, che con poche centinaia di euro, potrà darvi quelle informazioncine che vi faranno contenti al momento..
E va bene così!
La formazione di qualità si paga; ed al ROMA SOUND DESIGN trovate solo ed esclusivamente formazione professionale top level! Meglio raccogliersi i soldi ed investire sulla qualità e sulla professionalità di uno staff tecnico di tutto rispetto; ricordate sempre: poco pagate, poco avrete. E' la triste e vera realtà dei fatti. La formazione di qualità ha un costo che, se si vogliono cambiare le cose, va tenuto in considerazione.
Io personalmente, non ho mai amato le "cineserie" (passatemi il termine..); fin da piccolo mi accorgevo subito se un giocattolo era di qualità o meno.. e quelli che non lo erano o si rompevano presto o trovavo subito il limite di ciò che potevano darmi nel gioco.
Adesso che sono grande e sono papà di 2 bimbi stupendi, ho mantenuto lo stesso atteggiamento con ciò di cui mi circondo, della serie meglio poche cose, ma buone! Così faccio per le vacanze, per la macchina, la moto, la barca a vela, ecc.. voglio poche cose, ma di qualità!
Al contempo, faccio lo stesso con i miei figli; il tempo che dedico loro è di qualità, i giocattoli sono di qualità, ecc.. Perchè non mi va di farli abituare a ragionare in termini di quantità; preferisco che crescano con in mente il concetto di  qualità.
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Ragazzi, spero che questo mio punto di vista sulla formazione che tutti ci meritiamo vi abbia trasmesso e lasciato dentro qualcosa in più e magari un piccolo spunto riflessivo per il futuro.

Un saluto!
    Francesco Bonomo


PS: guardate il breve video che ho fatto al riguardo!








Ableton LIVE 10, una daw incredibile!

Che voi produciate musica hip hop, elettronica e declinazioni varie, poco importa!
In tutti questi casi avrete sicuramente bisogno di una daw affidabile in grado di gestire al meglio dati midi, e audio. Personalmente uso Live in studio di registrazione ed in contesti live (appunto..) da circa 11 anni, dalla versione 2 se non ricordo male.. e questo articolo vuole essere semplicemente il mio punto di vista filtrato dai miei tantissimi anni di utilizzo sul campo con producer nazionali ed internazionali.
Che dire, è un software molto particolare che, diciamolo, ad un primo superficiale sguardo non si presenta al meglio.. e di certo non ammalia l'utente per la sua grafica basica; ma una volta digerita la sua logica di funzionamento, faticherete a farne a meno! Questo è certo!

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La forza di Ableton LIVE 10, sta nell'incredibile velocità di funzionamento operativo. Mi spiego meglio:
Questa daw permette al producer di concentrarsi su ciò che è più importante: la propria musica!
Sembra un concetto banale lo so, che si da per scontato, ma per la maggior parte delle daw questo concetto non è così naturale. Il punto è che gli altri sistemi di produzione musicale, anche per le funzionalità basilari, prevedono un intervento da parte del producer abbastanza massivo, che lo distrae dalla creazione musicale. Se ci riflettete, ciò è abbastanza curiosa come cosa; un daw che fa perdere tra i vari tecnicismi, distoglie l'attenzione del musicista, senza farlo concentrare su ciò che per lui è fondamentale: la sua musica!

Perchè Ableton Live 10 è differente?
Innanzitutto questa daw svolge in automatico tantissime funzioni fondamentali, come ad esempio il mettere (perfettamente) a tempo i file audio importati nel nostro progetto di lavoro. Quando creiamo una nuova sessione di lavoro, troviamo già di default 2 tracce effetto (tracce di ritorno) già con un riverbero ed un delay. Tutti i processori o gli effetti che troviamo con l'installazione di Ableton Live 10, sono settati già nel modo che vorremmo; suonano già come vorremmo! Basta cioè pochissimo per personalizzarli ed ottenere il sound che ci contraddistingue.

Il motore audio
Ableton Live 10 ci permette di produrre musica molto rapidamente grazie al suo intuitivo sistema di utilizzo stile drag & drop (trascina e rilascia). Con questo software riusciremo senza fatica alcuna, a trasformare le nostre idee in musica! Ma c'è un ma.. Il motore audio di cui dispone, a sintesi granulare, è a mio avviso interessante nelle fasi di pre-produzione; quando cioè vogliamo tirar fuori dal cilindro della nostra creatività, sonorità davvero particolari, grazie anche all'utilizzo estremizzato delle funzionalità di warping che questa tipologia di motore audio permette. Di ciò saranno felicissimi i producer di musica elettronica Kraftwerk-style! Io compreso ;p
Per ottenere il massimo da questo motore audio è fondamentale utilizzare il corretto protocollo di warping per ogni singolo file audio che importiamo nella nostra sessione di lavoro. Pena una bassa qualità di riproduzione dei file, nel bene (musica elettronica estrema) e nel male (hip hop, edm, ecc..). Riassumendo basta stare un pò attenti.
Un altro problema del motore audio di Ableton Live è che di fatto ha una headroom abbastanza bassa; basta infatti importare un paio di file audio per vedere facilmente andare in clip (distorsione) le singole tracce o il canale master.
Tutto ciò comporta il fatto di non essere un software che si presta particolarmente bene alle fasi di mixing ed ancor meno di mastering.

Quindi perchè è tra le daw più apprezzate?
Perchè come dicevo prima, si fa amare per tutto il resto!
Nelle fasi di pre-produzione  produzione è a mio impareggiabile per rapidità, fluidità di lavoro e sonorità globale. Personalmente nelle mie produzioni ed in quelle dei miei clienti non posso farne a meno; è chiaro che per le successive fasi di mix e soprattutto le fasi finali di mastering, per ottenere il massimo della qualità e portare il prodotto ai livelli commerciali di vendita, ho la necessità assoluta di finalizzare il lavoro su Pro Tools 12, che vanta un motore audio senza compromesso alcuno!
Quindi riassumendo, personamente per la musica elettronica, edm, hip hop, house e via dicendo, Ableton Live risulta imbattibile durante le fasi di pre-produzione. Per le successive fasi di mixaggio e mastering, una sola daw in assoluto: Pro Tools 12!

Credo che tutto ciò sia normale, gli strumenti a disposizione vanno utilizzati integrandoli a vicenda, in modo da utilizzare nel lavoro, le loro migliori skills.
Detto tutto ciò, vi stupirò! Dopo 11 anni di utilizzo, non riuscirei più a fare a meno degli scorci creativi che è in grado di offrire. Una produzione musicale elettronica senza Ableton Live è inimmaginabile!
Più in basso troverai un video al riguardo.

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Se già non l'avete, andate sul sito del produttore (www.ableton.com) e scaricate la versione demo per il vostro sistema operativo. Ne sarete entusiasti!
Vorrei fare un ultimo appunto sottolineando che Ableton Live riesce a dare ancora di più, soprattutto se abbinato ad una delle tante superfici di controllo che ne permettono un utilizzo ancora più rapido ed intuitivo, in special modo con superfici di casa AKAI (azienza partner di Ableton) e di Push 2 proprio di casa Ableton.
L'elasticità e la fluidità di lavoro di Ableton Live, potete notarla anche in questa video-lezione estrapolata dal corso on-line per Tecnico del suono & Pro Tools 12, sull'utilizzo in side-chain di alcuni processori dinamici.



Come funzionano i sintetizzatori?

Se produci musica elettronica, house, edm, techno, hip hop, trap e direi anche pop.. (ma la lista dei generi potrebbe continuare..) i sintetizzatori sono certamente tra quegli strumenti musicali che avrai la necessità di utilizzare. Ma bada bene, per "utilizzare" non intendo saper scegliere un patch dalla lista dei preset, intendo proprio essere in grado di programmare queste macchine così meravigliose e spesso così poco intuitive.

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La diffusione di questi strumenti musicali si deve certamente in buona parte ad alcuni gruppi musicali e personaggi che, dalla fine degli anni '60, mentre tante ragazzine pseudo-hippy si trappavano i capelli nelle prime file di gruppi come i Beatles, ponevano salde fondamenta per l'attuale musica elettronica. Sto parlando dei Kraftwerk, letteralmente "Centrale elettrica", che nella loro patria berlinese, con il vecchio nome di "Neu!"  (Nuovo) con la loro musica stupivano un intera generazione con sonorità e ritmiche mai sentite fino a quel momento. Successivamente, Jean Michael Jarre con la sua musica incredibile, spostò l'attenzione sulla Francia addolcendo le sonorità, conquistando le grandi masse con un genere musicale elettronico più orecchiabile.
Anche Vangelis fece la sua parte, anch'egli in maniera garbata ma decisa. E lo fece nel migliore dei modi! Tanto che la Barilla, la principale produttrice di pasta e prodotti di consumo alimentare al mondo, scelse uno dei suoi brani come colonna sonora di uno spot che negli anno '80 fu legato indissolubilmente al brand italiano.

Si ok! Ma qual'è la logica di funzionamento?
Ci sono diversi tipi di sintetizzatori; per semplicità parlaremo in questa sede dei sintetizzatori a sintesi sottrattiva, i più diffusi.
Il sintetizzatore (synth) è uno strumento che sintetizza, cioè produce il suono, grazie all'implementazione ed al lavoro di diversi moduli. Il percorso del segnale audio dalla sintesi all'uscita finale, ha un percorso specifico che, in alcuni casi, può essere modificabile ma sostanzialmente resta quello.
Ecco a seguire il percorso con i vari moduli:
Oscillatori --> Mixer --> Filtro --> ADSR --> Effetti -->Out
Ci sono inoltre gli LFO.
Andiamo adesso a conoscere più nel dettaglio i diversi moduli del synth.

Oscillatori (VCO)
Sono quei moduli che generano le forme d'onda che successivamente verranno elaborate. E' qui che nasce il suono grezzo di ciò che alla fine diverrà un timbro meraviglioso. Ogni sintetizzatore può disporre di uno o più oscillatori; in linea di massima un buon synth dispone almeno di 2-3 di questi moduli.

Mixer
In quest'area del synth possiamo controllare l'ampiezza delle forme d'onda generate dagli oscillatori. In pratica è un modulo costituito da diversi controlli di volume, uno per ogni oscillatore. possiamo così creare un equilibrio tra il suono delle diverse forme d'onda generate dagli oscillatori oppure dare priorità ad un oscillatore sugli altri.

Filtro (VCF)
Normalmente un filtro passa basse (detto anche taglia alte) è il modulo che permette di alterare il suono delle forme d'onda eliminando determinate frequenze.  I più utilizzati sono i filtri Ladder e Steiner Parker. Alcuni sintetizzatori come l'Arturia MatrixBrute, li hanno entrambi.
Tra i controlli principali di un filtro cut off troviamo: Frequenza e Risonanza (detta anche picco).
Diciamo pure che il filtro è il modulo più caratterizzante di un sintetizzatore! Non esiste sintetizzatore senza un modulo di filtraggio; diversamente, avremmo soltanto un citofono molto costoso!

ADSR
E' il modulo con il quale è possibile modificare l'inviluppo del segnale audio generato dagli oscillatori; come anche  l'inviluppo di un filtro. Per inviluppo s'intende come il suono o il comportamento di un modulo, si modifica nel tempo.
IADSR è l'acronimo di:
Attack, Decay, Sustain, Release.
Per chiarire meglio le idee a chi si è avvicinato da poco ai sintetizzatori, a seguire potrete vedere la video-lezione sui moduli ADSR, estrapolata dal corso on-line per Tecnico del suono e Pro Tools 12.




Effetti on board
Premetto che non tutti i sintetizzatori (neanche quelli più costosi), possono essere dotati della sezione di effetto. Certamente è indiscutibile il fatto che, l'applicazione di un riverbero, un delay o un chorus al suono generato da un synth, è in grado di portare quel valore aggiunto sul timbro finale, che può fare davvero la differenza.

Out
E' difatto l'ultimo stadio del sintetizzatore; con questo modulo possiamo semplicemente gestire il volume d'uscita del timbro generato dal sintetizzatore.

LFO (Low Frequency Oscillator)
Come suggerisce il nome sono oscillatori a bassa frequenza (quindi non in banda udibile - cioè sotto i 20Hz), che è possibile attribuire a determinati parametri del sintetizzatore. Ad esempio possiamo attribuire un LFO al valore frequenza di un filtro, in modo da movimentare il timbro grazie al l'oscillazione continua in frequenza (alcuni settabili con valori di BPM) che questo farà al secondo.

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La registrazione della voce

La voce umana è tra i suoni più delicati e difficili da registrare, che si possa immaginare!

L'emissione vocale prevede talmente tante sfumature, che pensare che basti mettere un microfono qualunque davanti la bocca di un cantante, è uno dei più grandi errori che un tecnico del suono, possa fare.
Fatta questa doverosa premessa, iniziamo subito a vedere quai sono i microfoni maggiormente utilizzati per la ripresa vocale.



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Quale microfono utilizzare in studio?
Esistono diversi tipi di microfono, che variano tra loro per tecniche costruttive, capacità di ripresa (diagrammi polari), sensibilità dinamica, resistenza alle pressioni sonore, risposta in frequenza e non ultima, qualità dei componenti costruttivi.
Per quanto nei concerti e negli spettacoli televisivi si possano scorgere cantanti che utilizzano il classico "gelato", il microfono dinamico (che prevede un magnete come elemento di trasduzione) non è certamente quello più indicato per la registrazione della voce in contesti professionali. La tipologia di microfono più utilizzata in studio di registrazione è infatti il microfono a condensatore, uno strumento particolarmente sensibile, che proprio per questa sua caratteristica, vede il suo utilizzo in ambienti insonorizzati e acusticamente controllati. Questo microfono ha una circuiteria interna che, al contrario dei microfoni dinamici (utilizzati nei contesti live), necessitano di essere alimentati con una corrente elettrica a + 48V. chiamata Phantom, che viene erogata dai mixer e/o dalle schede audio che prevedono un ingresso Canon specifico per segnali microfonici.
Il pattern polare utilizzato per la ripresa vocale in studio, è usualmente quello cardioide, il che significa che il microfono reagisce sostanziamente al suono che arriva nella parte anteriore dello stesso.

Come posizionare il microfono?
La risposta sembra scontata, ma non basterebbe dire semplicemente "davanti la bocca del cantante..".
Innanzitutto, proprio a causa della grande sensibilità del microfono a condensatore, è fondamentale interporre tra il microfono e la bocca del cantante, il cosìdetto filtro anti-pop. Questo consiste di fatto in una tela delicata che permette il blocco dell'aria emessa con la pronuncia delle consonanti forti come la "P" permettendo il passaggio del solo suono.
Senza di esso, parole come "pappa, pasta, ponte, ecc..." sarebbero inascoltabili e comunque poco musicali.
Il microfono andrebbe posizionato a circa un palmo di distanza dalla bocca del cantante; più o meno a 10-15 cm. Un'ultima precisazione per chi è novizio del settore; tutti i microfoni sono MONO! Quindi per registrare una traccia audio con il microfono, sulla propria daw bisogna utilizzare una semplice traccia mono.
Detto ciò, avrete sicuramente sentito parlare di microfoni stereofonici, ma sappiate che in realtà quei tipi di microfoni, non sono costituiti al loro interno da 2 capsule microfoniche; infatti prevedono l'utilizzo di 2 uscite microfoniche. Sono quindi 2 capsule microfoniche in un unico corpo microfonico.

Parliamo di costi
Un microfono a condensatore, proprio per la sua architettura interna ed ingegnerizzazione, ha un costo sensibilmente superiore al semplice microfono dinamico.
Oggi l'acquisto di un microfono a condensatore è praticamente alla portata di chiunque; i costi oscillano dal centinaio di euro agli oltre 5000..
Se vi state avvicinando adesso alla produzione musicale o non avete particolari necessità qualitative perchè magari vi occupate di musica elettronica e la voce registrata dovrà essere filtrata da distorsori, vocooder e processori vari, potete trovare in un dignitosissimo  microfono Behringer da meno di 100 euro (Behringer B-1), il vostro strumento migliore. Personalmente mi è capitato di utilizzarlo in diverse occasioni in alcuni studi e vi assicuro che sono rimasto davvero sbalordito dalla sua qualità costruttiva e ancor di più dalla resa sonora!
A seguire vi ho inserito il link diretto su Amazon, per l'acquisto di questo microfono.
Della serie...  poca spesa, molta resa!


    

Senza dubbio di fascia superiore, è il microfono a condensatore RODE NT2A che utilizziamo per i corsi in studio e la ripresa di voci, chitarre acustiche, chitarre elettriche e pianoforte al ROMA SOUND DESIGN. Un prodotto abbordabile e d'indubbia qualità tecnica. Con ben 3 diagrammi polari selezionabili, permette di realizzare registrazioni monofoniche e stereofoniche molto particolari come la mid-side.
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Il costo di 250 Euro resta una cifra alla portata di chiunque desideri un microfono semi-professionale di marca e qualità indiscutibile.

Se invece il vostro lavoro come tecnico del suono prevede la registrazioni di voci liriche, bè in questo caso vi consiglierei di acquistare almeno un Neumann U87i (circa 2.800 euro).

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I corretti livelli di registrazione con le daw

Con questo articolo vorrei rispondere alle tantissime domande che mi giungono tramite e-mail, in merito al corretto livello di registrazione audio con le daw.
E' un argomento fondamentale, perchè da questo dipende molto la qualità d'acquisizione durante le fasi di acquisizione  audio e quindi parte della qualità del risultato finale. Per farvi comprendere bene ciò  di cui andiamo ad approfondire, farei un saltino indietro nel tempo, a quando le daw non esistevano ancora ed utilizzavamo solamente i registratori analogici a nastro.
Il Tecnico del suono che registrava su nastro, era cosciente del fatto che per registrare al meglio in analogico un segnale audio, questo doveva essere inciso al più alto livello dinamico possibile.
Questo perchè il nastro, strofinando sulle testine di lettura e scrittura, generava inevitabilmente un fruscìo di fondo (di livello sempre costante), che doveva necessariamente essere abbondantemente superato dal livello del suono da registrare, avendo così un rapporto segale/rumore favorevole. Si, ma in pratica? Bè, semplicemente il segnale audio da registrare sul nastro, doveva avere un volume superiore rispetto a quello del fruscìo di fondo!
In questo modo il segnale audio acquisito su nastro, era perfettamente utilizzabile e dinamicamente valido.

Nell'era delle daw, non c'è nulla che crei fruscio (se non la qualità della strumentazione utilizzata e non ultimo il cablaggio). Ma dal punto di vista hardware non c'è nulla che strofini da nessuna parte, ma per ottenere una registrazione di qualità, siamo comunque obbligati per motivi legati all'intrinseca natura digitale del sistema daw, a registrare al più alto livello possibile.
Vediamo il perchè. 
Come sempre cercherò di essere il più discorsivo possibile per far comprendere a tutti coloro che si approcciano a questo interessantissimo (e proficuo!) settore lavorativo.

In digitale, oltre alle frequenze di campionamento, abbiamo a che fare con i bit.
Semplificando al massimo, diciamo che i bit sono direttamente legati al livello dinamico (volume) del suono e quindi alla qualità audio che intendiamo acquisire sulla nostra daw.
Purtroppo, anche avendo la migliore scheda audio del mondo, tutti i bit non saranno disponibili sin dai bassi livelli audio; per sfruttare tutta la qualità offerta dalla scheda infatti, abbiamo la necessità di registrare anche in questo caso ad un livello dinamico alto, poichè i bit utilizzati, aumenteranno man mano che il livello del suono registrato, aumenterà.
In pratica, più registreremo ad un livello dinamico alto, più bit messi a disposizione della scheda, utilizzeremo!
Detto questo, quando registriamo un segnale audio nella nostra daw, cerchiamo di mantenere un livello audio con una media di acquisizione più alta possibile e comunque con picchi dinamici compresi fino a -3dB.
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